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Castelli del Ducato di Parma e Piacenza

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Castell’Arquato

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Per il ponte del 1 maggio 2009, abbiamo deciso di visitare i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

Quindi con il Multivan di mio suocero ci siamo messi in viaggio nel pomeriggio per raggiungere un camping nei pressi di Salsomaggiore Terme, che abbiamo deciso di utilizzare come base notturna per i tre giorni di vacanza.
Per ogni località visitata, mi limiterò a consigli pratici e logistici, per una descrizione dettagliata sulla storia dei vari borghi, invito a cliccare sui link ad inizio pagina.
La prima meta è stata lo splendido borgo di Castell’Arquato (C).

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Una cosa che ci ha colpito di Castell’Arquato e di tutte le località visitate è la buona disponibilità di parcheggi, il poco traffico e il poco affollamento nonostante il periodo primaverile.
Il borgo è stupendo e raccolto, la piazza è molto carina e presenta un paio di bar e ristoranti. Per chi come noi decide per il pranzo al sacco, c’è un bel giardino pubblico, ombreggiato, con panchine, nelle vicinanze del castello.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il castello, l’ingresso per gli adulti è a pagamento. Besughina, come tutti i bambini, si è divertita moltissimo a camminare nel castello e a raggiungere la vetta della torre, dalla quale si gode un panorama stupendo.




Vigoleno

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Nel pomeriggio dello stesso giorno, dopo aver visitato Castell’ Arquato, abbiamo raggiunto, in pochi Km di verde collina, un’altro meraviglioso borgo medievale: Vigoleno (D).
Anche qui le aree di parcheggio sono spaziose, con un occhio di riguardo ai camperisti.
Il borgo di Vigoleno è piccolo e raccolto, passeggiando lungo la via, si ha la sensazione di vivere nel medioevo: un’atmosfera magica.

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Dopo una passeggiata nel borgo, con visita alla chiesa di S.Giorgio, abbiamo visitato il mastio (ingresso a pagamento)
Per chi ha intenzione di visitare più di tre castelli del Ducato di Parma e Piacenza, conviene prendere la Card, con la quale si ha diritto a sconti sui biglietti d’ingresso dei vari castelli, nonchè a sconti del 10% in esercizi commerciali convenzionati.
Il mastio si sviluppa su quattro piani.
Passeggiando lungo il cammino di ronda, oltre alla vista sulle colline circostanti, si ha un’idea dei meccanismi e dell’organizzazione rigurdante la difesa del borgo.
Bello dal mio punto di vista molto fantasioso, immaginare come doveva essere la vita allora, durante questi giorni l’ho fatto spesso e a Vigoleno mi è risultato particolarmente facile e immediato, come in una macchina del tempo...



Fontanellato

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Il secondo giorno, abbiamo abbandonato la zona collinare pre-appenninica, per visitare due castelli posti nella pianura parmense. Oltre ad un piccolo spostamento geografico abbiamo effettuato un bel salto in aventi nel tempo, di circa tre o quattro secoli.
Tra le varie possibilità, abbiamo scelto Fontanellato (C), con visita guidata alla rocca di Sanvitale (nome della famiglia che ne era proprietaria).

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La visita, della durata di un’ora circa, è maggiormente improntata sull’esposizione di opere d’arte, arredamento, collezioni e oggetti di vita quotidiana.
La guida ci ha condotto lungo varie stanze della rocca, dove con innumerevoli cenni storici, ci ha illustrato le varie opere esposte, evidenziandone quindi il contesto.
Delle varie stanze visitate, ci hanno incuriosito non poco la sala del biliardo, una sala organizzata in modo che i partecipanti potessero giocare da seduti con stecche lunghissime e la sala ottica (secolo scorso), ancora funzionante, posta presso le mura, dove, con un gioco di prismi, si proiettava su uno schermo quello che avveniva sul piazzale fuori dalle mura, una sorta di telecamera ottocentesca, interessante dal punto di vista tecnologico.




Colorno

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Dopo un pranzetto veloce al sacco e un buon caffè in un bar del borgo di Fontanellato reso ancora più buono dalla cordialità e dalla simpatia dei proprietari, ci siamo diretti lungo la pianura parmense, verso la famosa reggia di Colorno (D), quella che molti definiscono: “una piccola Versailles”.
L’analogia deriva dal fatto che la reggia è stata per anni dimora di Maria Luigia d’Austria, moglie di Napoleone, la quale ha realizzato opere analoghe alla più maestosa reggia francese, basta dare uno sguardo al giardino per rendersene conto.

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Il giardino infatti, con le sue siepi e le numerose fontane è meraviglioso e culmina in un parco grazioso, l’ideale per sdraiarsi un po’ e liberare i bambini.
La visita al giardino e al parco è gratuita, mentre la visita guidata all’interno della reggia è a pagamento, dura circa un paio d’ore e si effettua ad orari stabiliti.
Si tratta di una visita orientata maggiormente all’arte e alla pittura, tanti sono gli affreschi che adornano i muri delle varie stanze della reggia, durante la descrizione dei quali, la guida ha contestualizzato il tutto, fornendo parecchie informazioni storiche soprattutto riguardo a Maria Luigia e il duca Francesco Farnese, curioso e interessante personaggio.




Bardi

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Il terzo ed ultimo giorno di questa breve ma intensa vacanza è arrivato come sempre, troppo in fretta.
Abbiamo scelto di visitare il castello di Bardi (B) e da lì proseguire valicando l’Appennino, raggiungendo casa dai passi dell’entroterra Ligure.
Il tratto da Salsomaggiore a Bardi è stato più lungo del previsto e complice anche una partenza ritardata, ci siamo ritrovati a Bardi circa a mezzogiorno, abbiamo scelto quindi di visitare il castello nel pomeriggio.
E’ stata una visita davvero entusiasmante!
Il castello è molto grande ed è posto in cima alla collina, una posizione di dominio militarmente strategica.
Camminare tra le varie scalinate, locali, postazioni di guardia (molto bella la vista sulla valle), ci ha fatto ritornare nel pieno Medioevo, ci ha fatto rivivere le atmosfere del romanzo “ I pilastri della terra” di Ken Follet.

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Quello che emerge soprattutto, nella parte alta del castello, è la cruda e macabra realtà medievale, fatta di prigioni e sale di tortura.
Una parte delle sale, oltre ad esporre armature, mobili e vestiti dell’epoca (con interessanti e dettagliati cenni storici riguardo al castello) espone infatti alcune macchine e tecniche di tortura: inquietante, ma nello stesso tempo storicamente interessante.
C’è anche una stanza dedicata al fantasma del castello, con ritagli di giornale ed esposizione di indagini, foto, rilievi infrarossi sulla presenza dello spirito.
Cercando su Internet si può apprendere che il fantasma del castello di Bardi è famoso tra gli appassionati del genere.
Continuando la visita, altre stanze sono state adibite a museo delle tradizioni della zona, con esposizione di oggetti, utensili e macchine relative all’artigianato e all’agricoltura dei primi del novecento.
Un elogio va all’organizzazione che ruota attorno al castello, gruppi di animatori vestiti con abiti medievali, seguivano i bambini e i ragazzi in visita al castello, dividendoli in gruppi, vestendoli con abiti medievali e animando il loro pomeriggio con vari giochi a tema.
Il castello di Bardi è infatti meta di molte gite scolastiche.
Inoltre lo stesso gruppo (credo siano loro), periodicamente, con grande originalità, organizza eventi a tema, come per esempio la “cena con delitto”, che se ho ben capito è una specie di gioco di ruolo aperto al pubblico, ambientato nel medioevo, una sorta di giallo medievale reso sicuramente realistico e suggestivo dall’ambientazione del castello.
Niente da aggiungere: complimenti a chi diffonde la cultura e la conoscenza della storia anche attraverso questi eventi.


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Links:

http://www.castellidelducato.it

http://www.castellarquato.com/

http://www.vigoleno.it/

http://www.fortezze.it/rocca_fontanellato_it.html

http://turismo.parma.it/page.asp?IDCategoria=260&IDSezione=1094&ID=34604

http://www.diasprorosso.com/