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Provenza in camper
Pasqua 2007

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Premessa
La vacanza che vado a descrivere è la terza effettuata con il camper, ma la prima vera vacanza itinerante, nella quale abbiamo potuto verificare il grande vantaggio
di questo mezzo stupendo, ovvero quello di potersi muovere con la massima
libertà e con la massima comodità. Infatti tutti i componenti e gli impianti
che il camper racchiude, sono l’ideale per le famiglie con bambini.
Come la Francia è l’ideale per chi viaggia in Camper.
Ci tenevo a fare questa premessa, prima di raccontare la vacanza giorno per giorno sotto forma di diario.
Spero quanto segue, possa essere d’aiuto per chi desidera andare in Provenza.
Quindi, buon viaggio...



Primo giorno: Cogorno - Castellane (350 Km)

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Il 5 aprile 2007 mattina il tempo era buono, ci siamo preparati con calma, abbiamo caricato il camper del necessario e con assoluta calma siamo partiti.
Nessuna prenotazione, nessuna tabella di marcia, solo un atlante stradale, qualche stampa da Internet con un’idea dell’itinerario e dei posti da visitare, macchina foto, videocamera, tanta curiosità.

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Entrevaux


A Nizza siamo usciti dall’autoroute e ci siamo diretti verso l’interno transitando attraverso Villars sur Var, Puget Theniers, fino a Entrevaux (C) un centro medievale carino e raccolto, accessibile tramite un ponticello preceduto da una porta.
Avremmo voluto addentrarci nel paese, ma non abbiamo trovato parcheggio e Besughina dormiva, per cui ci siamo limitati ad una piccola sosta, nella quale abbiamo scattato qualche foto.
Non sappiamo quindi dire se il posto merita, ma a giudicare
dal numero di auto e camper parcheggiati, probabilmente sì.

Il resto della prima giornata ci ha portato a Castellane, costeggiando il lago artificiale di Castillon.
A Castellane, in centro, abbiamo sostato e pernottato in un’area di sosta tranquilla ed economica (3 o 5 euro non ricordo) con camper service (carico-scarico acque).
Quindi cenetta in camper e buonanotte!


Secondo giorno: Castellane - Gorges du Verdon - Moustiers Sainte Marie - Valensole - Manosque (95 Km)

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Al mattino presto, ci siamo svegliati sotto un bel sole, colazione abbondante e passeggiata in centro a Castellane. La cittadina è carina, soprattutto la piazza principale (dove c’era un piccolo mercato). Sorprendente e suggestiva è la montagna a picco che sovrasta il paesaggio.

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Castellane

A Castellane abbiamo visto molte automobili con canoa sul tetto, Castellane è infatti un punto strategico per raggiungere le gole del Verdon (Gorges du Verdon),
tappa successiva del nostro viaggio...
A metà mattinata siamo perciò ripartiti per percorrere un tratto di strada molto suggestivo, quello che transita presso le famose gole del Verdon, che formano il più grande Canyon d’Europa.
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Lac de S.te Croix


Durante il tragitto, molti sono i punti panoramici dove ammirare e fotografare le acque color smeraldo del fiume Verdon, delimitate da montagne a strapiombo altissime! Un paesaggio mozzafiato.
Le acque calme del Verdon, incontrano il lago artificiale “
de S.te Croix”, sulla riva del quale abbiamo parcheggiato e pranzato e dove Besughina si è divertita a lanciare le pietre in acqua.
Dal lago è possibile affittare i pedalò per inoltrarsi nel Verdon, ma con bimba piccola non è stato possibile farlo. Credo sia un’esperienza che vale la pena di provare, considerando anche la tranquillità delle acque.

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Moustiers Sainte Marie


Finito il pranzo, nel primo pomeriggio ci siamo recati nella vicina cittadina medievale denominata Moustiers Sainte Marie, dove, armati di passeggino abbiamo fatto una bella passeggiata.
La cittadina di Moustiers Sainte Marie è un luogo incantato, raccolto, circondato dalla roccia, dove si respira un’aria medievale. Il centro è molto grazioso, come grazioso immaginiamo sia il paesaggio visto dalla cappella di Notre Dame de Beauvoir che sovrasta, arroccata, il paesaggio. Il sentiero per raggiungerla non ci è parso lunghissimo e proibitivo, ma non essendo praticabile con la carrozzina, abbiamo deciso di limitarci a visitare il paese.

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A pomeriggio inoltrato, dopo un bel gelato, ci siamo rimessi in viaggio, per attraversare la zona di Valensole (C) e avvicinarci nella zona bassa della Provenza.

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Presso Valensole è possibile apprezzare enormi distese di lavanda che nel periodo di aprile non è ancora in fiore (è in fiore i primi di Luglio, così dicono...).
Attraversare durante il tramonto, queste zone coltivate, ci ha fatto respirare pace e aria di primavera.
Arrivata la sera, abbiamo cercato un posto dove dormire e, attraversando la città di Manosque(D), abbiamo seguito le indicazioni per il camping municipale, dove abbiamo occupato una piazzola.
Doccia, cena e a nanna.




Terzo giorno: Manosque - Roussillon - Gordes - Fontaine de Vaucluse (75 Km)

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Su Manosque non so dir nulla, perchè per noi è stato solo un luogo di passaggio, chissà magari avrebbe anche molto da offrire, ma purtroppo in poco tempo occorre fare una selezione, basata su esperienze altrui raccolte via internet e basata anche un po’ sull’istinto, perchè il camper è un mezzo molto istintivo.
E tutti i diari di viaggio consultati, relativi alla Provenza, concordavano su una località:
Roussillon (B), perciò, con calma e senza alcuna fretta, dopo colazione, pulizia e preparativi vari, ci siamo messi in viaggio e abbiamo raggiunto Roussillon in tarda mattinata.

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Questa località deve il suo nome e la sua fama ai giacimenti di ocra che la circondano e che colorano le case del borgo.
Abbiamo sostato presso un’area di parcheggio vicino al paese e, dopo un bel pranzetto in camper, siamo andati a visitare il sentiero dell’ocra, un percorso attrezzato scavato nella stessa ocra, dove è possibile ammirare le forme e i cumuli di ocra, assumere colori e sfumature dal giallo all’arancione, al rosso: un paesaggio unico!
Besughina, come del resto tutti i bambini presenti, è diventata incontenibile! Ha iniziato a giocare con l’ocra, accarezzandola come fosse oro! E nel giro di pochi minuti ce la siamo ritrovata rossa dalla testa ai piedi! Con le guance rosse sembrava Heidi...
Portarla via di lì è stato un delirio, ha pianto disperata come la separassimo dal gioco più bello del mondo. Consiglio pratico a chi decidesse di visitare le cave di Roussillon: vestitevi e soprattutto vestite i bambini con tute e scarpe da battaglia! Niente abiti eleganti per intenderci!

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Dopo aver “spazzolato” Besughina per benino, ci siamo rimessi in viaggio, con l’obiettivo di arrivare in serata a Fontaine de Vaucluse (altra meta presente in tutti i diari online). Durante il tragitto abbiamo deliziato i nostri occhi transitando a Gordes(C), uno splendido borgo medievale (con un bel castello) arroccato in collina.

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Gordes


Ci hanno colpito i curatissimi muri in pietra delle case nei dintorni. Solo dopo abbiamo scoperto che, a salvaguardia del paesaggio storico, le recinzioni non sono ammesse e tutti i cavi telefonici ed elettrici sono stati collocati in condotti sotterranei. In più tutte le strade sono lastricate di pietre, dando un tocco in più al sublime paesaggio storico.


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Abbazia di Senanque


Nei pressi di Gordes. a pochi Km, abbiamo ammirato, senza visitarla all’interno, l’abbazia cistercense di Senanque (fondata nel 1148) circondata da campi di lavanda. Alcune foto in giro per il web mostrano quanto deve essere meravigliosa la vista nei periodi in cui la lavanda è in fiore (primi di Luglio)!

Il viaggio per raggiungere
Fontaine de Vaucluse (D) è stato un susseguirsi di ciliegi in fiore al tramonto: pace, armonia, momenti indimenticabili per una famiglia in viaggio. E noi abbiamo cercato di viverli il più intensamente possibile...

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In serata con il buio, abbiamo sostato in un’area di sosta enorme ed economica, stracolma di camper, vicino alla nostra meta. Una cittadina incantevole che abbiamo visitato il giorno dopo. Ora, stanchi come siamo, è meglio andare a dormire.


Quarto giorno: Fontaine de Vaucluse - Avignone - Tarascon (60 Km)

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Fontaine de Vaucluse, come molte cittadine francesi, non ha chiuso le porte ai camperisti, anzi ha messo a disposizione un’area di sosta enorme, un parcheggio custodito, poco costoso, con possibilità di carico/scarico acque. Una mossa, a mio avviso, turisticamente azzeccata che non priva i commercianti e i ristoratori, di una presenza importante di turisti in forte crescita...
Presenza di cui si sono privati per esempio gli amministratori della zona dove abito (Liguria, riviera di Levante), un errore madornale. Dedicherò presto un articolo su questo tema.
Tornando alla vacanza, la mattina del quarto giorno, la mattina di Pasqua, con la luce del giorno, è apparsa ancora più evidente la moltitudine di camper parcheggiata, e slalomando tra un motorhome e l’altro, abbiamo preso il marciapiede verso il centro.
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Besughina, seduta comodamente nel passeggino, guardando qua e là, si è goduta la passeggiata che l’ha portata tra i negozi di artigianato e il Moulin a Papier “Vallis Clausa”, questo luogo merita qualche parola in più: si tratta di una cartiera del XV secolo, trasformata in museo, con installate le macchine per la produzione della carta, azionate da un mulino, a sua volta azionato dalle acque della Sorgue, un fiume dalla straordinaria portata. La cartiera è funzionante e produce la carta, con i mezzi e le procedure dell’epoca. E’ interessante seguire, con il percorso interno al museo, le varie fasi di lavorazione.
La sorgente della Sorgue ha ispirato i versi di “Chiare, fresche e dolci acque” del poeta Francesco Petrarca, il quale soggiornò a lungo a Fontaine de Vaucluse.
Tornati al camper abbiamo fatto il nostro (molto on the road...) pranzo pasquale, alla fine del quale, Besughina ha aperto le uova e papà Dormouse si è ingozzato avidamente di cioccolata.
E poi ci siamo messi in viaggio, un tragitto breve, sulla carta breve, ma completamente stravolto ed incasinato a L’Isle sur la Sorgue (B), un grazioso centro che, a nostra insaputa il giorno di Pasqua ospitava una fiera enorme e molto frequentata, che ha provocato la chiusura delle strade, siamo riusciti a trovare il filo di Arianna, grazie alle indicazioni di un signore del luogo.
La meta successiva è l’unica grande città visitata durante la vacanza:
Avignone (C), la città papale. Papa Clemente V nel 1309 decise infatti di trasferire la propria sede in questa città che ospitò successivamente nove pontificati.

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Il tempo a disposizione era poco e la città offre molto da visitare, abbiamo perciò deciso di vedere il più possibile, sfruttando un mezzo molto utile: il trenino turistico.
Besughina si è divertita un sacco, mentre noi abbiamo potuto seguire il percorso cittadino della durata, se non ricordo male, di un’ora, ascoltando la voce guida anche in Italiano! Fatto a mio avviso commovente: ogni tanto qualcuno all’estero ci considera!
Il percorso è affascinante e la città è carica di storia medievale, caratteristico è il ponte di Beneset sul fiume Rodano, un ponte famoso perchè è in parte crollato e termina bruscamente in mezzo al fiume.
Un po’ di rammarico c’è nel non aver visitato il palazzo dei Papi, forse potevamo fermarci una notte lì (c’è un bel camping vicino al centro sull’altra riva del Rodano), forse avremo occasione in futuro, di tornarci. Mi sento di consigliare, a chi leggesse queste righe, di sostare un po’ di più ad Avignone.
Ma il tempo, quando sei in vacanza, viaggia a velocità pazzesche e ti trovi alla fine delle ferie senza neanche accorgertene e solo un giorno e mezzo ci rimaneva ancora, prima di tornare al tran tran quotidiano.
Perciò, nel tardo pomeriggio ci siamo messi nuovamente in viaggio.
L’idea iniziale era quella di pernottare e visitare il giorno dopo Les Baux en Provence, e lì ci siamo recati, ma non c’erano (o non abbiamo trovato) parcheggi (in piano) consentiti ai camper, nè campeggi nelle vicinanze, quindi un po’ stanchi e demoralizzati (erano le 22), abbiamo deciso di recarci altrove. (peccato il posto sicuramente meritava).
Quindi, seguendo i consigli ricevuti online, abbiamo raggiunto la città di Tarascon e abbiamo subito trovato il camping municipale, vicinissimo al castello...




Quinto giorno: Tarascon - Antibes (260 Km)

A pochi passi dal Camping, c’è il castello di
Tarascon, che abbiamo visitato per tutta la mattinata (è di notevoli dimensioni), il monumento merita, coma merita la vista a 360 gradi della sommità del castello.
Merita un po’ meno la mostra d’ arte contemporanea distribuita tra le varie stanze della costruzione, una roba incredibile. Io e Donna Clara ridiamo ancora al pensiero di una stanza, dove gli artisti hanno posto due coperte blu, con dentro due sacche che si gonfiavano e si sgonfiavano, in modo intermittente, tramite un compressore, dando l’effetto di persone che respirano nascoste sotto le coperte: una cosa terribile!
Chissà se tale concentrato d’arte è ancora esposto a Tarascon, comunque, per carità, ci sta anche quello: il mondo è bello perchè è vario.
Besughina si è divertita molto a correre all’interno del castello, del quale consigliamo la visita a famiglie con bambini.

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Tornati in camper, dopo aver pagato una cifra davvero bassa (tanto che chiesi all’impiegata che gestiva la struttura di ricontrollare i conti: e poi non dite che noi genovesi siamo taccagni...), abbiamo iniziato il lungo viaggio verso casa, con pernottamento ad Antibes (Costa Azzurra) in parcheggio libero vicino ad altri camper, dopo aver transitato lungo la costa da Frejus, passando per Cannes.

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Bei posti, niente da dire, ma per chi, come noi, vive nella riviera Ligure, non regalano grosse emozioni, inoltre raccolgono quel turismo vip, snob, d’elite, del quale noi, francamente, facciamo volentieri a meno...



Sesto giorno: Antibes - Cogorno (255 Km)

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L’ultimo giorno è stato solo un trasferimento da Antibes, passando per Nizza, a casa senza soste, per evitare le code del rientro e per arrivare a casa ad un’ora decente.
Stanchi, ma felicissimi, per una vacanza indimenticabile durata 6 giorni e 1100 Km!
Spero che queste righe siano d’aiuto per chi vuol visitare la Provenza (in camper o con altri mezzi ). Purtroppo non ho dato alcun contributo a livello eno-gastronomico, in quanto abbiamo sempre pranzato e cenato in camper.
Mi auguro invece che, per il resto, il contenuto sia stato capace, almeno in parte, di descrivere questi luoghi meravigliosi.

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